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Domande frequenti

Si, è necessario regolarizzare il rapporto di lavoro secondo il CCNL Domestico. La comunicazione deve essere inviata almeno 24 ore prima che pa badante prenda servirzio.

Sorveglianza e compagnia
Aiuto nell’igiene personale, vestizione, alimentazione
Preparazione pasti, piccole pulizie domestiche
Accompagnamento a visite mediche
Supporto nella mobilità (se il livello lo prevede)

Aiuto ad alzarsi, coricarsi e spostarsi. Assistenza nella deambulazione e uso di bastone, deambulatore o carrozzina. Igiene personale quotidiana. Bagno o doccia in condizioni di sicurezza. Cambio di pannoloni e gestione ordinaria dell’incontinenza. Vestizione e svestizione. Aiuto nell’utilizzo del WC. Cura ordinaria dell’aspetto personale. Cambio della posizione a letto, se necessario e materialmente gestibile in sicurezza. Pulizia e riordino degli ambienti utilizzati dall’anziano. Rifacimento del letto. Lavaggio, stiro e sistemazione della biancheria dell’assistito. Cambio delle lenzuola. Piccole commissioni domestiche.

Il contratto di lavoro domestico convivente part-time fino a 30 ore settimanali può essere utilizzato solo in situazioni precise. Non è una scelta “economica” alternativa al contratto convivente da 54 ore.

Chi può essere assunto a 30 ore conviventi

È ammesso per lavoratori inquadrati nei livelli:

  • B: collaboratore familiare con esperienza, addetto anche alla casa;
  • BS: badante che assiste una persona autosufficiente;
  • C: cuoco;
  • studenti conviventi, di età compresa tra 16 e 40 anni, che frequentano corsi finalizzati al conseguimento di un titolo riconosciuto.

La possibilità è prevista dall’articolo 14 del CCNL Lavoro domestico. Testo dell’articolo 14

Quando non si può utilizzare

Non è previsto per:

  • livello CS, cioè badante di persona non autosufficiente senza specifica qualifica;
  • livello DS, cioè assistente formato di persona non autosufficiente;
  • rapporti nei quali, nonostante le 30 ore dichiarate, la badante rimane concretamente a disposizione dell’anziano per gran parte della giornata;
  • situazioni che richiedono assistenza continuativa, alzate notturne abituali o sorveglianza durante le ore formalmente libere.

Pertanto, per l’anziano non autosufficiente di cui parlavamo prima, non è corretto stipulare un convivente part-time da 30 ore: l’inquadramento ordinario deve essere CS o DS e la formula tipica è la convivenza fino a 54 ore settimanali oppure un rapporto non convivente con orario definito.

Come devono essere distribuite le 30 ore

L’orario deve essere concordato per iscritto e collocato secondo una delle modalità previste:

  • interamente tra le 6:00 e le 14:00;
  • interamente tra le 14:00 e le 22:00;
  • fino a 10 ore giornaliere non consecutive, distribuite su un massimo di tre giorni alla settimana.

La semplice presenza nell’abitazione fuori dall’orario non deve trasformarsi in lavoro o disponibilità obbligatoria.

Chi stipula il contratto

Il datore di lavoro deve essere normalmente:

  • l’anziano assistito;
  • oppure un familiare che sostiene e gestisce effettivamente il rapporto di lavoro.

Il contratto deve indicare convivenza, livello, mansioni, distribuzione delle 30 ore, retribuzione, vitto e alloggio. L’assunzione va poi comunicata all’INPS entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto.

Esempio corretto

Anziana autosufficiente che vive sola e necessita di:

  • preparazione dei pasti;
  • pulizia della casa;
  • compagnia;
  • accompagnamento;
  • presenza dalle 8:00 alle 13:00, sei giorni alla settimana.

In questo caso può essere utilizzato il livello BS convivente da 30 ore.

Esempio non corretto

Anziano non autosufficiente che necessita di:

  • igiene personale;
  • cambio pannolone;
  • aiuto per alzarsi e coricarsi;
  • sorveglianza durante la giornata;
  • interventi durante la notte.

Qui il contratto BS da 30 ore sarebbe incoerente con le mansioni reali. Occorre un CS o DS, normalmente convivente a tempo pieno, organizzando anche la sostituzione per riposi e ferie. Dichiarare 30 ore ma pretendere assistenza continua espone la famiglia a differenze retributive, contributive e contestazioni sul lavoro straordinario.

La dama di compagnia svolge principalmente compagnia e presenza relazionale nei confronti di una persona adulta autosufficiente. Nel CCNL lavoro domestico corrisponde normalmente al profilo di addetta alla compagnia – livello AS.

Mansioni tipiche

Può:

  • conversare e trascorrere del tempo con la persona;
  • leggere libri, giornali o lettere;
  • accompagnarla durante passeggiate e uscite;
  • partecipare ad attività ricreative, giochi o hobby;
  • accompagnarla a visite, eventi, negozi o commissioni;
  • aiutarla nell’utilizzo del telefono o di strumenti digitali;
  • ricordare appuntamenti e impegni;
  • garantire una presenza rassicurante;
  • avvisare i familiari in caso di malessere o difficoltà;
  • accompagnarla durante viaggi o soggiorni, se previsto dal contratto.

Cosa non deve fare al livello AS

La caratteristica fondamentale è l’esclusività della compagnia. Non sono comprese:

  • pulizia della casa;
  • preparazione abituale dei pasti;
  • lavanderia e stiratura;
  • igiene personale;
  • cambio del pannolone;
  • vestizione;
  • aiuto per alzarsi o coricarsi;
  • somministrazione o gestione autonoma dei farmaci;
  • assistenza a una persona non autosufficiente;
  • sorveglianza sanitaria o assistenza notturna attiva.

Il CCNL definisce infatti il livello AS come addetto che svolge esclusivamente mansioni di mera compagnia a persone autosufficienti, senza altre prestazioni lavorative