Badante extra UE: senza click day ? Ecco come procedere!

Sì, esiste una strada più veloce rispetto al Decreto Flussi ordinario: il canale “fuori quota” per assistenza familiare/socio-sanitaria a favore di persone con disabilità. Vale anche per una cittadina tunisina, ma non la può assumere prima dell’ingresso regolare e del nulla osta. Niente scorciatoia “viene come turista e poi sistemiamo”: lì si entra in zona rischio.

Dal 2026 le domande si fanno con modello A-BIS fuori quota, per grandi anziani, persone con disabilità e bambini fino a 6 anni, tramite Portale ALI. Il canale prevede 10.000 ingressi annui 2025-2028 e la domanda va presentata tramite Agenzie per il lavoro o associazioni datoriali del settore domestico, non direttamente dal privato datore.  

Procedura passo passo per il datore di lavoro

1. Verificare il requisito della persona assistita

Serve documentare che la signora è persona con disabilità. La Legge 104 è un forte punto di partenza, meglio se con verbale che evidenzi gravità/non autosufficienza o necessità assistenziale.

Documenti utili:

  • verbale Legge 104;
  • eventuale invalidità civile/accompagnamento;
  • documento e codice fiscale della signora;
  • eventuale nomina amministratore di sostegno/tutore;
  • certificazione medica sintetica sul bisogno assistenziale.

2. Identificare chi sarà il datore di lavoro

Può essere:

  • la signora assistita, se capace di agire;
  • un familiare convivente o referente;
  • amministratore di sostegno/tutore, se nominato.

Questo punto è decisivo: chi firma deve poter assumere e sostenere il rapporto.

3. Scegliere il canale corretto

Per questo caso: A-BIS fuori quota – assistenza familiare/socio-sanitaria per persona con disabilità.
Non bisogna aspettare il click day ordinario, salvo esaurimento dei posti. Assindatcolf riporta che il canale extra-quota consente domanda in qualsiasi momento fino a esaurimento posti, con 10.000 unità annue 2025-2028.  

4. Rivolgersi a soggetto abilitato

Il datore deve rivolgersi a:

  • Agenzia per il lavoro autorizzata;
  • associazione datoriale firmataria del CCNL domestico.

Qui Home Care può fare da facilitatore/consulente, ma attenzione: la trasmissione della domanda fuori quota deve passare da soggetto abilitato. Il Ministero lo dice espressamente.  

5. Preparare i dati della lavoratrice tunisina

Servono almeno:

  • passaporto valido;
  • dati anagrafici completi;
  • domicilio in Tunisia;
  • eventuali esperienze come badante/caregiver;
  • recapiti;
  • eventuali attestati o referenze.

6. Preparare proposta contrattuale

Per assistenza a persona non autosufficiente, normalmente si ragiona su:

  • livello CS: assistente a persona non autosufficiente senza particolare formazione;
  • livello DS: assistente formato/qualificato.

Se convivente, il contratto tipico è 54 ore settimanali. Bisogna già prevedere riposi, sostituzioni e costi reali. Non venderei alla famiglia l’illusione della “badante h24”: il CCNL non consente una persona sempre operativa giorno e notte.

7. Invio domanda su Portale ALI

Il soggetto abilitato accede al Portale ALI con SPID/CIE e segue il percorso:

Sportello Unico Immigrazione → Compila domande → Nulla osta per motivi di lavoro → Domande al di fuori delle quote → Art. 2 co. 2 DL 145/2024 / A-BIS fuori quota.  

8. Attendere nulla osta

Lo Sportello Unico Immigrazione istruisce la pratica. Se accolta, viene rilasciato il nulla osta al lavoro.

9. Visto presso Consolato italiano in Tunisia

La lavoratrice richiede il visto d’ingresso per lavoro subordinato presso l’autorità consolare italiana competente in Tunisia.

10. Ingresso in Italia e firma contratto di soggiorno

Dopo l’ingresso, entro i termini previsti, si completa:

  • convocazione/firma presso Sportello Unico;
  • richiesta permesso di soggiorno;
  • assunzione INPS lavoro domestico;
  • lettera di assunzione CCNL;
  • gestione busta paga, contributi, ferie, TFR, tredicesima.

Valutazione strategica

Sì, questa è la strada giusta per “accelerare”, ma non è una bacchetta magica. Il vantaggio è che non dipende dal click day ordinario. Il collo di bottiglia diventa: disponibilità dei posti, correttezza documentale, tempi della Prefettura e del Consolato.

Errore da evitare: far arrivare la persona con visto turistico e poi tentare l’assunzione. È una scorciatoia solo sulla carta; nella pratica può bloccare datore e lavoratrice.

Checklist operativa

  1. Verbale 104/inv. civile/accompagnamento.
  2. Documento e CF assistita.
  3. Identificazione datore effettivo.
  4. Passaporto lavoratrice tunisina.
  5. Proposta: CS o DS, convivente/non convivente.
  6. Calcolo costo annuo sostenibile.
  7. Contatto con APL o associazione datoriale.
  8. Invio modello A-BIS fuori quota.
  9. Nulla osta.
  10. Visto Tunisia.
  11. Ingresso, contratto di soggiorno, permesso e assunzione INPS.